Torrone dei Morti, una tradizione intramontabile nella cultura napoletana

Il torrone dei morti è una degli appuntamenti fissi nel calendario di ogni napoletano. Origini e caratteristiche di una tradizione eterna

torrone

NAPOLI. La tradizione nel capoluogo campano è una cosa sacra, si sa. Tra le numerose ricorrenze e tipicità che contraddistinguono la storia e l’attualità della cultura napoletana, c’è anche quella del “torrone dei morti”. Ma cos’è di preciso e perché rappresenta un appuntamento immancabile per ogni cittadino di Napoli e provincia?

 

Il dolce tipico del 2 novembre

 

“Ogn’anno, il 2 novembre, c’è l’usanza…”, è questo il celebre incipit con cui Totò iniziava la sua opera poetica più famosa, ‘A livella. Il grande comico partenopeo, in quell’occasione, si riferiva all’usanza di andare a trovare i defunti al cimitero. Ma, accanto a quest’altrettanto resistente tradizione, a Napoli il 2 novembre è anche il giorno del “torrone dei morti”.

La prima caratteristica che accomuna il torrone e la commemorazione dei defunti, è da riscontrare nella stessa forma di questi dolci che, molto spesso, ricordano delle vere e proprie ossa. Nella tradizione napoletano, il “torrone dei morti” era un omaggio che, già in tempi remoti, i vivi preparavano per commemora i propri cari defunti e accompagnare loro nel viaggio che li avrebbe condotti nel mondo ultraterreno.

Il “torrone dei morti”, infatti, è diverso rispetto a quello classico perché può presentarsi anche in una variante morbida e cremosa alla quale deve l’aggettivo napoletano di “muollo”.

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