Sorrento: via alla costruzione di alloggi popolari dopo vent’anni

Grazie a Carlo De Paolis, commissario ad acta della Regione, è stato firmato il permesso per costruire 48 alloggi popolari in via Atigliana

SORRENTO. Dopo più di vent’anni, pratiche al limite del fantozziano e polemiche condite da accuse reciproche, prima di questa svolta ai limiti dell’epocale. Grazie a Carlo De Paolis, commissario ad acta individuato dalla Regione, è stato firmato il permesso grazie a cui la Cooperativa edilizia penisola sorrentina (Ceps) potrà costruire 48 alloggi all’inizio della zona collinare, in via Atigliana.

Una notizia certamente rilevante per le 61 famiglie sorrentine che, negli anni Novanta, acquistarono un appezzamento di 11mila metri quadrati per potervi erigere le proprie abitazioni. In seguito ad un’analisi della documentazione di quattro mesi, De Paolis ha rilasciato la licenza grazie a cui la Ceps potrà realizzare il progetto entro tre anni dal primo mattone, che dovrebbe essere posato prima di aprile 2018, data di scadenza del parere della Soprintendenza.

I lavori prevedono la costruzione di tre palazzine per un totale di 48 alloggi, alcuni di 84 ed altri di 94 metri quadrati, con tanto di impianto ad energia solare. A circondare il complesso abitativo vi sarà un parco di 7400 metri quadrati con area pedonale, panchine e giostre che, seppur realizzato dalla Ceps, sarà comunque aperto al pubblico.

L’area, nel 1992, ebbe un costo di circa due miliardi: oggigiorno, ciascun socio dovrà pagare una cifra poco superiore ai 250mila euro. Gioia infinita per i lavoratori e i pensionati che venticinque anni fa acquistarono il fondo di via Atigliana per avere una casa di proprietà, prospettiva rilevante specie per l’emergenza abitativa, senz’altro aggravata dai bed and breakfast e case vacanza. In Costiera, difatti, i possessori di alloggi disabitati preferiscono ospitarvi i turisti piuttosto che stipulare contratti d’affitto pluriennali per chi è in cerca di casa, costringendo molti sorrentini ad emigrare.

A tal riguardo, l’intervento di De Paolis è stato provvidenziale. Già nel 2012, la Ceps presentò al Comune l’istanza per ottenere il permesso di costruire. Dal canto loro, però, gli uffici non hanno mai rilasciato la licenza, nonostante la Soprintendenza e i vigili del fuoco avessero dato risposta affermativa. Questi silenzio è stato ingiustificato secondo il Tar che, a dicembre 2016, ha intimato al Comune di provvedere entro due mesi ma, ciononostante, l’amministrazione non ha preso alcuna decisione. La nomina di De Paolis, pertanto, è stata fondamentale per il riconoscimento della rispondenza del progetto alla legge, e la sua firma ha finalmente aperto le danze. La Ceps, adesso, dovrà fare una corsa contro il tempo, data la scadenza ad aprile del parere della Soprintendenza.

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