Sicurezza, a Napoli “506 agenti di polizia in più”

Nel piano di riordino del ministero dell'Interno è previsto l'arrivo, a Napoli, di ulteriori 507 agenti di polizia: tutti i dettagli

NAPOLI. Un piano di riordino delle Questure che va dal Nord al Sud d’Italia e si basa, per il 10 per cento, sugli aspetti sociologici e territoriali, per il 90, sulla sicurezza.

Il Viminale ci sta lavorando da mesi e non lascerà tutti contenti, perché, rispetto agli organici effettivi di marzo 2018, 44 questure potrebbero perdere personale, mentre 59 ne andrebbero a prendere. Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini insiste sul fatto che con la manovra 10 mila nuovi assunti andranno a potenziare le forze dell’ordine, grazie anche a un miliardo di stanziamento previsto.

Si tratterà di trovare il denaro necessario e poi di procedere con i concorsi e con le successive assunzioni che, comunque, non si potranno avere prima di due anni. Nel frattempo, ieri il vicepremier «è passato dalle parole ai fatti», come lui stesso ha dichiarato, e ha annunciato che «127 nuovi poliziotti da qui a febbraio, oltre a 206 carabinieri, andranno a potenziare le forze dell’ordine del Veneto. Mentre, nella regione, arriveranno anche altri ragazzi e ragazze in divisa, grazie al piano di assunzioni».

Più poliziotti anche a Napoli

I maggiori rinforzi saranno destinati soprattutto a Verona, Venezia e Padova. «Nelle ultime settimane – ha evidenziato ancora il ministro – l’abbattimento dell’ex scuola Monteverdi di Marghera, a Venezia, lascerà il posto a una nuova questura. È stato chiuso, così come annunciato in campagna elettorale dalla Lega, l’hub di Bagnoli, e 40 nuovi poliziotti verranno mandati a Padova proprio perché la città del Santo sta subendo una raffica di furti. A questi verranno aggiunti pure dei carabinieri».

Insomma, il riordino è partito, e la riorganizzazione è stata fatta in base alla Legge Madia: previste 4.555 unità aggiuntive. A guadagnarci saranno principalmente le questure di Roma (809 in più), Milano (456) e Napoli (506), mentre andranno a perdere unità in maniera pesante Genova (-428 unità), Latina (-190), Reggio Calabria (-224), Messina (-116), Macerata (-33). Personale aumentato, a Catania, a Brescia, a Catanzaro.

Si tratta di un piano di riorganizzazione non ancora definitivo, ma i numeri previsti nella bozza sono in via di attuazione, almeno per alcune città. Salvini insiste sui 10 mila nuovi assunti che verranno e su quanto si sta facendo per far crescere l’esercito di chi dovrà garantire la sicurezza nelle nostre città. Ma le sue previsioni non sempre mettono tutti d’accordo. Anche perché – viene spiegato dai sindacati di categoria – «in attesa di trovare il miliardo stanziato da destinare “all’operazione rinforzo”, nessuna menzione è stata fatta in manovra tantomeno nel decreto sicurezza, sui fondi da destinare alle scadenze contrattuali ormai prossime e che riguarderanno oltre 470 mila operatori del comparto sicurezza e difesa».

Il confronto istituzionale

«Nel Def trasmesso dal governo alle Camere non v’è traccia di risorse utili ad affrontare la questione», lamenta il segretario del Silp-Cgil Daniele Tissone. E per questa ragione ha chiesto al governo di convocare le organizzazioni sindacali. «Destinare le risorse necessarie per le migliaia di donne e di uomini in divisa dovrebbe costituire una priorità per questo governo – insiste il segretario – L’annuncio di nuove assunzioni va nella direzione da noi auspicata ma non sfugge che, in tema di riordino dei ruoli e di assunzioni, l’attuale compagine governativa non stia facendo altro che proseguire con la politica intrapresa dal passato esecutivo senza aggiungervi niente di più o di nuovo se non ripristinare un turn-over ridotto al 50% da un governo di centro destra». Nella polemica si inserisce anche il deputato del Pd, Emanuele Fiano: «Salvini – scrive in un tweet – annuncia 10 mila nuove assunzioni nelle forze dell’ordine: un’ottima cosa. Sarebbe però onesto da parte sua segnalare che 7.400 di queste sono state finanziate dal governo Gentiloni».

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