Scoperti 22 lavoratori in nero: denunciati 7 imprenditori

Scoperti 22 lavoratori in nero, denunciati 7 imprenditori di nazionalità italiana e bengalese nella provincia di Napoli. I dettagli

Scoperti 22 lavoratori in nero, denunciati 7 imprenditori di nazionalità italiana e bengalese. I controlli sono stati effettuati a Napoli nelle zone di Casandrino, Sant’Antimo, San Giuseppe Vesuviano, Palma Campania, Terzigno e Sant’Arpino.

Scoperti 22 lavoratori in nero nella provincia di Napoli

I Carabinieri del Nucleo Operativo del Gruppo per la Tutela del Lavoro di Napoli insieme al Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Roma, Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Napoli e Caserta, funzionari Ispettivi delle ITL di Napoli, coadiuvati dal NIPAAF del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli e da quelli delle locali Stazioni, hanno eseguito attività di controllo nella zona Nord del napoletano e in quella Vesuviana finalizzati al contrasto dello sfruttamento del lavoro e dell’abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi.


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I dettagli

Gli imprenditori denunciati sono responsabili di aver sfruttato cittadini stranieri clandestini e di diverse violazioni sulle norme di sicurezza e di igiene nel luogo di lavoro. Nelle attività ispezionate (fabbrica di scarpe confezionamento capi di abbigliamento e autolavaggio) sono state riscontrate anche violazioni penali ed amministrative.

Nell’ambito dell’attività di contrasto al fenomeno dello sfruttamento di mano d’opera è stato denunciato un imprenditore italiano per sfruttamento di lavoratori perché, approfittando del loro stato di bisogno, li sottopagava costringendoli ad effettuare orari estenuanti per l’intera settimana lavorativa e senza usufruire del riposo settimanale.

Due dei lavoratori in nero sono cittadini extracomunitari, risultati anche clandestini sul territorio nazionale. Sospesa l’attività imprenditoriale degli industriali e contestate sanzioni per oltre 63 mila euro. Per violazioni sulle norme di sicurezza ci sono state ammende per un totale di 300 mila euro.

Sottoposto a sequestro anche un opificio di circa 100 mq con relativi macchinari.

 

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