Salvataggio Anm, Usb: “Senza un vero piano industriale, impossibile risanare l’azienda”

"È inaccettabile che l’Amministrazione Comunale non abbia ancora convocato le OO. SS. per comunicare le proprie strategie politiche sul presente e soprattutto sul futuro del trasporto pubblico cittadino"

NAPOLI. Non si allenta la tensione intorno all’Azienda Napoletana Mobilità e alle sue sorti future. “Nonostante la fase di concordato preventivo – fanno sapere dall’Unione Sindacale di Base mediante una nota -, la cui proroga è ormai prossima alla scadenza (4 luglio 2018), l’Azienda Napoletana Mobilità, col tacito accordo del Comune di Napoli, continua a mandare avanti iniziative unilaterali infischiandone delle rivendicazioni delle parti sociali”.

Anm, l’Usb: “Serve piano industriale per risanare l’azienda”

“Cittadini e lavoratori – spiegano dal sindacato – chiedono ormai da troppo tempo un rilancio concreto del trasporto pubblico locale, una riduzione degli sprechi che passi dall’abbattimento dei superminimi dei funzionari fino al contenimento degli stipendi d’oro dei dirigenti”.

L’Anm, intanto, dal canto suo, ha avviato la dismissione di un impianto strategico come il deposito di Garittone, ancor prima di comunicarne le modalità operative alle Organizzazioni Sindacali.

“Si continuano ad attuare provvedimenti che prevedono una riduzione sostanziale del trasporto pubblico locale – afferma Marco Sansone del Coordinamento Regionale USB – è inaccettabile che mentre le parti sociali e le associazioni dei cittadini continuano a riunirsi alla ricerca di soluzioni ragionevoli a garanzia della sicurezza ed efficacia del servizio, l’Amministrazione Comunale non abbia ancora convocato le OO. SS. per comunicare le proprie strategie politiche sul presente e soprattutto sul futuro del trasporto pubblico cittadino, in attesa di un piano industriale vero e di rilancio. Noi chiediamo con forza – conclude Sansone – che si congelino tutti i provvedimenti unilaterali attuati dall’Azienda, in attesa di conoscere il nuovo piano industriale per il risanamento e il rilancio stabile della partecipata, visto il fallimento di quelli partoriti a marzo e ad ottobre”.

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