Riqualificazione rione Sant’Alfonso, la discussione in commissione

La commissione Politiche Urbane, presieduta da Eleonora de Majo, ha discusso oggi dello stato di avanzamento del Piano di Rigenerazione Urbana del Rione

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NAPOLI. La commissione Politiche Urbane, presieduta da Eleonora de Majo, ha discusso oggi dello stato di avanzamento del Piano di Rigenerazione Urbana del Rione S. Alfonso a Poggioreale. Sono intervenuti l’assessore alle Politiche Urbane Carmine Piscopo e la dirigente del Servizio Edilizia Residenziale Pubblica Paola Cerotto.

La riunione in commissione

Una riunione – ha spiegato in apertura la presidente de Majo – per fare il punto sul Piano di Rigenerazione Urbana (PRU) che riguarda la riqualificazione dell’antico borgo S. Alfonso nel quartiere Poggioreale. Un confronto richiesto dal consigliere David Lebro (la Città), che in apertura ha stigmatizzato l’ulteriore rinvio di un altro confronto pure da lui richiesto, relativo alle  procedure urbanistiche per la realizzazione nella Mostra d’Oltremare del villaggio degli atleti per le Universiadi, un tema centrale del quale la Commissione dovrebbe necessariamente occuparsi. Sul PRU di Poggioreale, Lebro ha ricordato che il progetto risale ad un accordo di programma tra Comune, Regione e Ministero  dei Lavori Pubblici siglato nel 1994, e prevedeva la realizzazione di una serie di attrezzature, come un incubatore di imprese ed un asilo nido, in un territorio che da troppo tempo vive in uno stato di degrado ed isolamento. E’ importante sapere oggi che ne è stato di quel progetto, cosa intende fare l’amministrazione comunale, se  coinvolgerà il territorio per future scelte urbanistiche nell’area.

La dirigente del servizio Edilizia Residenziale Pubblica Paola Cerotto ha chiarito che, a distanza di molti anni, sono evidentemente mutate le condizioni economiche che resero possibile all’epoca quel tipo di progettazione. Pertanto l’attuale  Piano di Rigenerazione è oggetto di una serie di alleggerimenti e di redistribuzione delle attrezzature ma, ha assicurato,  vengono mantenuti gli stessi standard, distribuiti solo su una metratura diversa: l’unica attrezzatura ad essere stata sacrificata è il grande parcheggio interrato previsto nella prima versione del progetto, saranno comunque assicurate aree di sosta a raso. Il Responsabile Unico del Procedimento, arch. Esposito, ha chiarito che al momento il Piano è in fase di rimodulazione da parte della Regione, solo dopo questa fase si potrà procedere ad una nuova gara (il primo affidamento non andò a buon fine a causa di irregolarità riscontrate alla stipula del contratto che hanno portato ad un lunghissimo contenzioso), il nuovo quadro economico consentirà comunque di mantenere l’asilo nido, una piazza, la riqualificazione delle strade ed interventi lungo il costone del Pianto. Si discute anche della realizzazione di strutture sportive che, seppure di dimensioni minori, saranno ad uso pubblico. Chiaramente, ha concluso la dirigente, tutti questi elementi sono suscettibili di variazione quando andranno a gara (i PRU presuppongono la compartecipazione di un soggetto privato).

L’assessore Piscopo ha spiegato che la progettualità connessa ai PRU risale ad un’epoca nella quale c’era una diversa concezione dell’entità e dei costi dei lavori pubblici su un territorio. Dopo il 2008 queste condizioni sono mutate, e sono cambiate anche le esigenze per quelle aree. Quello che oggi è in discussione alla Regione non è solo il PRU di Poggioreale ma l’intero Accordo di Programma del 1994, alla luce delle nuove esigenze dei territori, con i quali si avvierà un confronto solo dopo che si conosceranno gli esiti della rimodulazione da parte della Regione. Piscopo ha ricordato che, sebbene l’area del rione S. Alfonso ricada in zona Rossa di rischio sismico, è comunque consentita per legge la realizzazione di attrezzature standard.

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Vincenzo Moretto (Prima Napoli) che ha ricostruito la lunga vicenda della riqualificazione del Rione S. Alfonso e delle numerose segnalazioni da lui fatte negli anni su alcuni aspetti critici dell’area, come ad esempio le sue complesse caratteristiche idrogeologiche. Moretto ha ricordato che questo Piano rientrava in un più ampio disegno di rilancio dell’area cimiteriale e ha espresso dubbi sulla sua realizzazione a breve termine, anche perché va valutato alle condizioni attuali l’interesse dei privati.

Nel caso di Poggioreale, come anche per l’area Est, ha concluso la presidente de Majo, è importante ragionare su piccole progettualità, evitando così gli stalli che inevitabilmente hanno prodotto i grandi progetti del passato.

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