Resto al Sud, i giovani imprenditori si riprendono il Mezzogiorno

Il progetto Resto al Sud è stato affidato dal Governo all’agenzia ministeriale Invitalia, che avrà a disposizione un budget di 250 milioni di euro. Ogni singola richiesta potrà permettere al giovane imprenditore di richiedere da 50 mila euro fino a un massimo di 200 mila euro per una società di quattro membri

La tendenza che i giovani del sud debbano trasferirsi al nord Italia per trovare un lavoro o avviare un’attività in proprio sta vivendo una fase di positiva controtendenza. Questo, come riportato da il giornale La Stampa, sta avvenendo grazie alle misure messe in campo dal Governo per incentivare la permanenza dei giovani del sud nei loro paesi di origine, attraverso la messa a disposizione di incentivi e bandi come “Resto al Sud”un piano di finanziamento per imprenditori under 35 delle otto regioni meridionali.

Si tratta di azioni molto importanti, se consideriamo che, come riportato dall’ISTAT, con la tendenza degli ultimi anni in meridione, nel 2065, potrebbe viverci solo un terzo della popolazione attuale. Queste azioni messe in campo a livello governativo provano quindi a emarginare questa continua perdita di giovani delle città del sud Italia, e vista proprio la finalità degli interventi messi in campo le Istituzioni cercano di fornire la massima visibilità a questi bandi che costituiscono una possibilità importante per coloro che vogliono creare un’impresa. Ad aiutare in questa finalità c’è anche contributi pmi, che si occupa di finanziamenti alle imprese, seguendo il richiedente e disbrigando tutte le incombenze burocratiche necessarie per richiedere un finanziamento sia a carattere regionale, statale ma anche europeo.

Il progetto Resto al Sud è stato affidato dal Governo all’agenzia ministeriale Invitalia, che avrà a disposizione un budget di 250 milioni di euro. Ogni singola richiesta potrà permettere al giovane imprenditore di richiedere da 50 mila euro fino a un massimo di 200 mila euro per una società di quattro membri. Le modalità di finanziamento prevedono il 35% della somma erogata a fondo perduto, mentre la restante parte viene concessa da banche convenzionate con l’obbligo di restituzione in 8 anni. Si tratta di un prestito effettivamente a tasso zero, in quanto gli interessi generati sono completamente a carico dello Stato. Non ci sono scadenze per la presentazione delle domande, ne tantomeno graduatorie, le domande verranno valutate attraverso criteri cronologici di presentazione fino all’esaurimento dei fondi disponibili.

Al bando possono partecipare tutti coloro che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che non sono titolari di impresa o che abbiano ricevuto negli ultimi tre anni agevolazioni a livello nazionale. La somma elargita non potrà essere investita in attività agricole, di commercio o libere professioni. Ad oggi sono pervenute oltre 1400 domande, di cui solo una cinquantina quelle approvate, ma ne sarebbero in arrivo altre cinquemila nel corso delle prossime settimane. In totale, al momento, sono stati erogati 85 milioni di euro, che si pensa vadano a generare 5370 posti di lavoro. Per quanto riguarda le regioni maggiormente attive nella presentazione delle domande, troviamo che il 46% del totale delle domande arriva dalla Campania, seguono Calabria e Sicilia con il 16%. Attiva anche la partecipazione delle donne, con il 43% delle domande presentate sul totale.

I fondi erogati hanno permesso ai giovani di mettere in campo i loro progetti, talvolta anche decisamente particolari e innovativi, come quello di Federica Novella, che a 23 anni con i 36 mila euro ricevuti da Resto al Sud ha aperto un laboratorio di stampa 3D e videomapping, la tecnica che viene utilizzata per proiettare effetti grafici sulle superfici reali. Oppure come Luigi Ciranni e Salvatore Mangano, che hanno deciso di aprire il primo laboratorio per le analisi del vino della Sicilia, oppure come Lorenzo Merlino che dopo 3 anni passati nell’azienda di famiglia ha deciso di mettersi in proprio progettando un impianto per la depurazione d’acqua che non utilizza pompe, con l’obiettivo di ridurre costi, rumori e guasti.

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