Presepe napoletano, quando si mettono i Re Magi?

Storia, leggenda e mistero dei tre personaggi più suggestivi del presepio. Ma, secondo la tradizione, quando e come si collocano i Re Magi sulla scena?

NAPOLI. Il Natale è alle spalle, ma siamo ancora nel vivo delle feste. Anche la tradizione non finisce di stupire, soprattutto per quanto riguarda il presepe napoletano. Nell’allestirlo, uno dei più grandi dubbi che assale le famiglie napoletane (e non solo) è sempre: ma quando si mettono i Re Magi?

Naturalmente non esistono regole da seguire in maniera tassativa. Tuttavia, anche il presepe napoletano prevede norme e tradizioni che, se rispettate, permettono di realizzare un’opera quanto più fedele possibile al racconto della Bibbia.

La leggenda dei Re Magi

 

Innanzitutto, chi sono i Re Magi? Tra tutti i personaggi che appaiono sul presepe napoletano, questi sono sicuramente i più misteriosi. Nominati, ma mai presentati nel dettaglio nel Vangelo di Matteo, sappiamo che i Re Magi erano tre uomini, un Persiano, un Etiope e un Arabo, capaci di leggere gli astri. Alla visione della stella cometa, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre (questi i loro nomi) intuirono che il messaggio consisteva nella nascita del figlio di Dio. Così decisero di mettersi in viaggio seguendo proprio la scia della stella.

In contatto per un brevissimo periodo con Erode, i Re Magi arrivarono alla stalla in cui Maria diede vita a Gesù dopo la nascita di quest’ultimo. Queste tre figure misteriose portarono con sé altrettanti doni, dopo aver soggiornato anche in casa di una vecchina che, a differenza loro, non riuscì a trovare subito la strada che portava a far visita al Bambino. Così, questa generosa vecchietta, iniziò ad elargire doni e dolciumi ai bimbi nella speranza di incontrare durante il suo percorso anche il figlio di Dio.

Come collocare i pastori

 

La presenza dei Re Magi sul presepe è fortemente simbolica. Per questo bisogna prestare attenzione ad ogni piccolo dettaglio. E’ infatti possibile acquistare statuine dei Re Magi a piedi o a cammello. Ancora una volta, non si tratta di una scelta casuale. A seconda del periodo, infatti, è possibile collocare l’una o l’altra tipologia di statuine nella scena del presepe.

Come detto, questi tre personaggi provengono da altrettanti Paesi diversi che rappresentano i continenti del mondo allora conosciuto, Europa, Asia e Africa. Ognuno porta un dono e tutti sono vestiti di abiti tipicamente orientali. Melchiorre, Gaspare e Baldassarre donano a Gesù rispettivamente oro, incenso e mirra.

Da apprezzare, naturalmente, l’alta artigianalità di questi pastori che – soprattutto in alcune zone, come San Gregorio Armeno a Napoli – permette di impreziosire ulteriormente il proprio presepe.

 

 

Quando mettere i Re Magi

 

Nel caso della collocazione dei Re Magi bisogna prestare molta attenzione alle date. Secondo i maestri dell’arte presepiale che seguono la tradizione alla lettera, è necessario utilizzare tre terne di statuette. La prima ritrae i Re Magi a cavallo o su un cammello e deve essere di dimensione piccola per porla al di fuori del presepe. La seconda, con i tre protagonisti sempre a cavallo o su un cammello, deve avere dimensioni maggiori e va collocata nel presepe tra il 28 e il 30 dicembre. Laterza, con i Re Magi a piedi e di dimensioni ancora più grandi, va inserita il giorno dell’Epifania proprio dinanzi alla grotta della Natività. Come ritratto nei più importanti quadri e affreschi della storia dell’arte, uno dei tre dovrà essere in ginocchio e gli altri due in piedi alle sue spalle.

Ciò che più conta nella rappresentazione dei Magi sul presepe è il viaggio: infatti, le statuine non vanno collocate mai molto vicino alle luci adoperate per illuminare la struttura in quanto l’unica vera luce seguita da questi tre personaggi misteriosi deve restare sempre quella della stella cometa.

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