“I platani continuano a morire”, l’allarme di Gennaro Capodanno

A segnalare l'episodio è ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari: "Le istituzioni intervengano"

NAPOLI. “Continua la lenta quanto inesorabile scomparsa dei platani del Vomero, gli alberi secolari che da sempre hanno adornato le strade e le piazze del quartiere collinare, anche per questa caratteristica conosciuto al di fuori dei confini nazionali. L’ultima pianta, morta in questi giorni, ridotta a uno scheletro senza neppure una foglia, si trova nella centralissima via Luca Giordano, all’altezza del civico 164. Il tronco, privo di corteccia, appare attraversato da profonde lesioni longitudinali. Per questo occorre procedere al più presto, effettuati gli opportuni controlli, a rimuoverlo, prima che, in presenza di avverse condizioni meteorologiche, possa schiantarsi al suolo con conseguenze immaginabili”.

Vomero, i platani muoiono

A segnalare l’episodio è ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da tempo si batte per la salvaguardia del poco verde pubblico rimasto in quello che un tempo era conosciuto come “quartiere dei broccoli”, per la presenza di vasti appezzamenti di terreno, oggi scomparsi per la cementificazione selvaggia del territorio, dove veniva coltivato prevalentemente questo ortaggio.

Con l’occasione Capodanno segnala ancora una volta che nessun provvedimento è stato sin qui assunto per debellare il grave fenomeno dell’infestazione degli stessi platani a opera della cosiddetta “cimice del platano”, un insetto della famiglia delle tingidi, il cui nome scientifico è Corythucha ciliata. Esso oltre che sulle foglie, che quando vengono attaccate, ingialliscono anzitempo cadendo prematuramente al suolo, vive anche sotto la corteccia, proliferando con un ritmo di 200 uova per ciascuna femmina e per cicli di 45 giorni. Per questo non risulta efficace combatterlo con i normali pesticidi, che potrebbero invece risultare pericolosi per l’uomo.

“A parte il danno al patrimonio arboreo – sottolinea Capodanno –, al quale contribuisce anche l’abbattimento e la rimozione di numerosi platani, affetti da diverse patologie non trattate, quali il cancro colorato, alberi peraltro non sostituiti da nuove essenze, come appare evidente dalle numerose fonti d’albero rimaste vuote o con la sola ceppaia, le conseguenze che potrebbero essere causate ai malcapitati cittadini dalla tingide non sarebbero affatto da sottovalutare dal momento che le punture di questi insetti parrebbe che comportino non pochi fastidi alla pelle, stando alle numerose segnalazioni, pervenute dai cittadini, costretti, in molti casi, a vivere con balconi e finestre chiuse, per evitare che gli insetti saltino dai rami, arrivati, per la mancata potatura, anche ai piani alti degli edifici, nelle loro abitazioni”.

“Va, ancora una volta, sottolineato che il problema dell’infestazione dei platani da parte di questo insetto, più volte segnalato, è datato – ricorda Capodanno -. Difatti già si presentò nel 1987 per poi riproporsi con cadenza annuale, sempre durante il periodo estivo, pure per la mancanza d’interventi atti a debellarlo completamente e definitivamente. Anni addietro, di fronte all’ennesimo accentuarsi del fenomeno, furono interessati anche istituti universitari specializzati in materia. Sembra che il metodo più efficace per combattere la fastidiosa cimice sia, per così dire, naturale, utilizzando, per eliminarla, gli stessi parassiti dell’insetto che andrebbero iniettati sulle piante infestate per ristabilirne l’equilibrio biologico”.

Capodanno ancora una volta chiede l’intervento degli uffici competenti sia per una verifica a tappeto di tutte le essenze arboree poste lungo strade e piazze dell’area collinare, eliminando quelle morte o che rischiano di cadere, come quella appena segnalata in via Luca Giordano, sostituendole con nuove piante, sia per mettere in campo interventi per debellare, una volta e per sempre, l’infestazione dei platani, con i conseguenti problemi di natura igienico-sanitaria.

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