Omicidio Immacolata Villani, Grazia Biondi: “Sistema inadeguato”

Grazia Biondi, presidente dell'associazione nazionale Manden, ha espresso la propria opinione su quanto accaduto a Terzigno a Immacolata Villani

NAPOLI. Saranno celebrati domani i funerali di Immacolata Villani, la 31enne uccisa nei giorni scorsi a Terzigno dal marito Pasquale Vitiello, che poi si è tolto la vita.

Il sindaco di Boscoreale Giuseppe Balzano, in occasione dei funerali, ha proclamato il lutto cittadino.

Omicidio Immacolata Villani, intervista a Grazia Biondi

L’omicidio – anzi, il femminicidio – di Immacolata Villani non è purtroppo un caso isolato, anzi. Troppo spesso, troppe volte le donne sono vittime di violenza. Non solo quella fisica, ma anche quella psicologica e spesso anche quella economica.

Abbiamo intervistato Grazia Biondi, presidente dell’associazione nazionale Manden, associazione che “nasce per prevenire e contrastare qualsiasi forma di violenza e abuso nei confronti dei più deboli informando e sensibilizzando i cittadini”. Il sodalizio opera in tutta Italia.

“Quello che è accaduto a Terzigno purtroppo è difficile da commentare – ha osservato Grazia Biondi – siamo purtroppo di fronte, come in altri casi, a donne che chiedono aiuto al sistema, un aiuto che però non risulta efficace, il sistema purtroppo fallisce, risulta inadeguato. In questa tragedia, tra l’altro, adesso c’è una minore che si troverà senza genitori”.

Grazia Biondi ha aggiunto: “Non esiste solamente la violenza fisica, c’è anche quella psicologica e c’è anche la violenza economica. Spesso le donne non denunciano e sopportano le violenze perché magari vogliono tutelare i figli, perché in caso di denuncia poi, come è naturale in questi casi, entrano in azione gli assistenti sociali. E nulla è, per una donna, più caro dei figli. Spesso le donne hanno quindi paura di perdere i figli e non denunciano. Inoltre, c’è il fattore economico: molte volte le donne non lavorano e non sanno come garantire il futuro ai figli”.

Sulla tragedia di Terzigno: “Io credo che quando un marito è violento, non ci possa essere mediazione, non ci possa essere famiglia: una donna deve denunciare e basta. E lo Stato deve essere in grado di dare risposte concrete a chi denuncia”.

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