Napoli (e hinterland) ultima per giocate alle slot

È la città metropolitana di Napoli il territorio campano in cui le slot machine sembrano avere meno appeal, dando un’occhiata a “L’Italia delle slot”.

È la città metropolitana di Napoli il territorio campano in cui le slot machine sembrano avere meno appeal.

Se non altro è quanto possiamo ipotizzare dando un’occhiata alla pagina web “L’Italia delle slot”.

Con 555 euro di giocata pro capite nel 2016, in leggera crescita rispetto ai 538 dell’anno precedente, il capoluogo di regione ed il suo hinterland si piazzano, infatti, all’ultimo posto di una classifica stilata prendendo in considerazione le cinque province campane.

Davanti a tutti c’è Salerno con una giocata pro capite pari a 851 euro (+45 rispetto agli 806 del 2015). Quindi ecco Caserta con 807 (+79 rispetto ai 728), Benevento con 668 (+71 rispetto ai 597) e, al penultimo posto, Avellino con 641 (+42 rispetto ai 599).

A colpire è però un altro dato: la città del Maschio Angioino ha valori più bassi rispetto all’area di cui fa parte.

Il totale delle giocate per il 2016 ammonta, infatti, a 529,19 milioni di euro: 267,3 arrivano dalle 4.721 new slot machine da bar (AWP), 261,9 dalle 787 videolottery presenti sul territorio. Se rapportiamo questa somma ai 970.185 residenti in città, ecco che ci ritroviamo di fronte a una giocata pro capite in calo fino a quota 545,5 euro l’anno.

Eppure un’altra statistica ci racconta che da sola Napoli, col suo circondario, concorre alla metà della spesa della Campania in gioco d’azzardo.

Una spesa che se per l’Italia, sempre nel corso del 2016 è stata pari a 19 miliardi di euro (18 provenienti dalla rete di vendita fisica, 1 da quella legata all’online, come NetBet) per la Campania ha toccato quota 1,8 miliardi di euro.

Fra le venti regioni del Belpaese hanno speso di più soltanto la Lombardia (3,5 miliardi di euro) e il Lazio (1,9). Mentre gli altri territori che da punto di vista geografico e statistico fanno parte del meridione restano staccati: Abruzzo 470 milioni; Basilicata 131 milioni; Calabria 307 milioni; Molise 91 milioni; infine, Puglia 1 miliardo e 89 milioni di euro.

Adesso però dobbiamo comprendere cosa succederà nella seconda parte del 2018.

Ad inizio agosto è stato convertito in legge dello Stato il cosiddetto “Decreto Dignità”, fortemente voluto dal governo insediatosi lo scorso giugno e contenente una serie di provvedimenti collegati al settore del gambling: dal blocco della pubblicità a quello delle sponsorizzazioni; dalla scritta “nuoce gravemente alla salute” che sarà applica sopra i tagliandi del Gratta&Vinci all’obbligo per le slot machine (AWP) e le videolottery (VLT) di funzionare solo con l’introduzione della tessera sanitaria; dagli aumenti previsti per il  PREU, il prelievo erariale unico, il primo in programma il prossimo 1 settembre 2018, il secondo a inizio maggio 2019, alla possibilità per quegli esercizi che non hanno macchinette per il gioco d’azzardo al loro interno di fregiarsi col “no slot”.

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