Napoli, altri venti micro terremoti nel Vesuvio

Napoli, altri venti micro terremoti nel Vesuvio: «No agli allarmismi, è tutto nella norma». Lo sciame sismico sul Vesuvio continua

terremoti nel Vesuvio

Lo sciame sismico sul Vesuvio continua. Da quattro giorni è in atto nell’area craterica del vulcano una sequenza di terremoti a bassa energia e profondità, con magnitudo massime registrate 2.3 (alle 16.55 di giovedì) e 2.0 (alle 11.11 di sabato).

Terremoti sul Vesuvio

Sabato notte e domenica lo sciame è proseguito con oltre 20 eventi localizzati da sommare ai 50 da giovedì, senza però mai mostrare un aumento di intensità o nella localizzazione. Gli epicentri infatti sono tutti addensati intorno all’area craterica, con profondità sempre al di sotto dei 3 chilometri.

Domenica i picchi massimi sono di 1.6 per due terremoti registrati alle 14.39 e 16.09, ma è probabile che proseguiranno ancora per qualche giorno. Energia e localizzazione confermerebbero che siamo di fronte a fenomeni legati alla subsidenza dell’edificio vulcanico.

Il Vesuvio

Le rocce di cui è composto il Vesuvio, principalmente sotto il peso della gravità ma anche per altri fenomeni non vulcanologici, cambiano con il tempo la propria caratteristica reologica, compattandosi, e questo spiegherebbe la subsidenza di 5-6 centimetri registrata dal 2012 a oggi. Gli sciami non sono affatto riconducibili allo spostamento di magma e le sequenze sismiche rientrano nella dinamica di un vulcano attivo qual è il Vesuvio.

«Nessun allarmismo»

«A seguito di infondate, errate e allarmanti notizie apparse su diversi canali social circa la recente attività sismica del Vesuvio si precisa che i terremoti che si stanno verificando al Vesuvio in questi giorni rientrano nella normale attività sismica del vulcano nel suo attuale stato dinamico che si configura in un liivello di allerta: base», avverte il direttore dell’Osservatorio Vesuviano Francesca Bianco per chiarire una volta per tutte che non c’è nessun allarme.

«Brevi periodi di maggiore sismicità – continua – sono avvenuti altre volte negli ultimi anni e pertanto non costituiscono una situazione anomala. Dai dati di tutte le reti di monitoraggio non si evidenzia alcun cambiamento dello stato di attività del Vesuvio, come si può verificare dalla lettura dei bollettini mensili».

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