“Non fermatevi tra Napoli e Caserta, c’è la camorra”: manifesti contro la Feltrinelli

Manifesti contro la Feltrinelli sono apparsi in città: all'origine del dissidio il passaggio su Napoli e Caserta della guida turistica

NAPOLI. Bufera contro la Feltrinelli a Napoli, città che questa mattina si è risvegliata con piazze, strade e vetrine ricoperte di manifesti di protesta. A scatenare rabbia e indignazione del popolo partenopeo è la guida turistica edita dalla casa editrice fondata nel 1945, che dedica il vademecum a Italia del Sud e Isole. Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

Napoli, manifesti contro la Feltrinelli

«Non vi permettete più di comprare da Feltrinelli» si legge sui manifesti affissi in gran numero anche nei pressi dello store di piazza Garibaldi, dove viene messa in evidenza, a caratteri cubitali, una delle frasi contenute all’interno del libricino riassunta nell’affermazione: «Non fermatevi tra Napoli e Caserta, è tutto dominato dalla camorra».

Sui cartelli, dove è riportata anche la copertina della guida, è stato trascritto il contenuto di una delle pagine che hanno maggiormente offeso i napoletani, che recita: «Attratti dalla costa, sono pochi i visitatori che si dirigono nell’entroterra. In realtà il territorio a nord di Napoli è irrimediabilmente poco attraente, trattandosi per lo più di una distesa di sobborghi poco entusiasmanti. Quasi del tutto dominato dalla camorra e a volte chiamato triangolo della morte, non è un’area in cui soffermarsi; anzi, la cosa migliore da fare è attraversarlo rapidamente senza fermarsi e raggiungere Caserta».

Sui manifesti sono trascritti anche i commenti e le riflessioni su Caserta che, sempre secondo la guida, avrebbe di significativo soltanto la famosa Reggia, «unica attrazione di questa città moderna per il resto anonima».

Gli autori dei manifesti

I manifesti, stampati a colori, sono firmati a penna, con la dicitura «Napoli Nazione», un movimento che ha fatto la sua comparsa anche durante alcune manifestazioni cittadine per la sanità pubblica e rappresenterebbe il popolo napoletano senza schieramenti o identità politiche.

Foto Il Mattino

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