Incendio in casa di un disabile, colpa di una candela e di un furto d’identità

Incendio in casa di un disabile. Tutta colpa di una candela caduta. La compagnia della luce afferma che non aveva pagato le bollette ma non era vero

NAPOLI. Incendio in casa di un disabile. Tutta colpa di una candela caduta per terra. Era stata accesa perché la compagnia della luce riteneva che l’uomo non avesse pagato le bollette.

Incendio in casa di un disabile, furto d’identità e bollette non pagate

L’uomo ha affermato di aver provato a spegnere le fiamme ma era troppo tardi. Francesco era residente nell’abitazione del secondo piano alle Rampe Brancaccio, quartiere Chiaia e sostiene di aver sempre pagato le sue bollette. L’uomo non è in pericolo dato che si è messo subito in salvo insieme alla moglie. All’arrivo dei vigili del fuoco si è riscontrato un problema nel bocchettone per l’idrante che avrebbero dovuto utilizzare per spegnere l’incendio. Hanno così utilizzato una prolunga per circa un centinaio di metri per trovare un altro bocchettone per l’idrante funzionante, ritardando l’intervento.


Incendio-Ristorante


Le parole di Francesco

“Io ho pagato le mie bollette, ma la compagnia sostiene che io ho un’altra utenza in vico Solitaria per la quale dovrei pagare 790 euro. Ma quella persona non sono io, ho subito una truffa e hanno rubato la mia identità. Inoltre, io percepisco una pensione di invalidità di 280 euro e non potrei mai pagare questa somma”.

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