Immigrazione, Di Maio: “Non possiamo chiudere porti a navi italiane”

Di Maio: "Non vorrei un altro titolo contro ministro dell'Interno. Non è immaginabile che noi chiudiamo i porti a una nave italiana"

NAPOLI. “Non vorrei un altro titolo contro ministro dell’Interno. Non è immaginabile che noi chiudiamo i porti a una nave italiana, ma condivido tutte le perplessità di quanto accade nel Mediterraneo”.

È quanto ha affermato il vice-premier Luigi Di Maio parlando a Omnibus su La7 – come riferito dall’Ansa – spiegando che i porti sono chiusi ”per le Ong che non rispettano le regole”.

Secondo Di Maio bisogna seguire “un ragionamento logico: prima viene la guardia libica e poi interveniamo noi con la missione europea, ma visto che è europea i migranti vanno portati in tutti i porti europei”.

Di Maio sull’immigrazione e sull’euro

Il vicepremier ha assicurato poi che il governo non sta pensando a un Piano B per uscire dall’euro. “Oggi le posso dire – ha detto il vicepremier Luigi Di Maio ad una specifica domanda durante la trasmissione Omnibus su La7 – che non ci sto pensando e il governo non sta lavorando a questo. Non possiamo immaginarlo nemmeno per un attimo”. “Il governo – ha aggiunto ancora – non vuole uscire dall’euro. Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so, ma questo non e’ nostra volontà, ne metteremo gli altri nelle condizioni di farlo”.

“Se siamo nell’Unione Monetaria la Bce deve fare realmente come una banca europea, cambiando lo statuto in modo da atteggiarsi veramente da banca centrale”, ha detto ancora Di Maio rispondendo ad una domanda su quanto affermato ieri dal ministro Paolo Savona: “gli abbiamo detto più volte che siamo totalmente d’accordo per contrattare alcune condizioni europee e di farlo il prima possibile: primo obiettivo è migliorare la qualità della vita degli italiani. E questo passa anche nel ricontrattare con l’Ue e a livello di politica monetaria con la Bce”.

“Con il ministro Tria abbiamo incontrato la Banca Mondiale con la quale stiamo sviluppando il progetto del reddito di cittadinanza”, ha aggiunto il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, sottolineando che “intorno all’Italia i governi si stanno sgretolando, si sfaldano, noi continuiamo a salire nel consenso, siamo il governo più forte dell’Ue”.

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