Via i figli ai camorristi, domani l’appello alle Camere

Il Csm chiede la pena accessoria della decadenza della potestà genitoriale per i condannati per reati associativi di tipo mafioso

NAPOLI. “Togliete i figli ai camorristi” è l’appello che il Consiglio Superiore di Magistratura rivolgerà domani 31 ottobre ai presidenti delle Camere, la Commissione parlamentare antimafia e il ministro della Giustizia. “La famiglia mafiosa, agendo in spregio ai propri doveri di educazione e salvaguardia del minore, finisce per essere una famiglia maltrattante, nei cui confronti deve essere operata una vera e propria cesura, nello stesso modo in cui si interviene nei confronti dei genitori alcolisti o tossicodipendenti”, è scritto nella risoluzione approvata dalla Sesta Commissione e domani all’esame del plenum.

Il Csm cita in particolare il caso, verificatosi quest’anno, di due madri che a Napoli affidavano ai loro figli di 9 e 13 anni il compito di confezionare e vendere dosi di stupefacenti per conto del clan di appartenenza. Ma questo è solo uno degli episodi che hanno spinto i tribunali per i minorenni ad allontanare i figli dei boss dalle loro famiglie, limitando la potestà genitoriale. Ora il Csm chiede di introdurre la pena accessoria della decadenza della potestà genitoriale nel caso dei condannati per reati associativi di tipo mafioso, che rendono partecipi i figli dei loro affari illeciti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.