Falsi incidenti stradali, 2800 casi: diciotto avvocati ai domiciliari

Falsi incidenti stradali, diciotto avvocati sono finiti agli arresti domiciliari: l'inchiesta condotta dai pm nel territorio napoletano

NAPOLI. Professionisti della truffa alle assicurazioni, finti testimoni e fascicoli costruiti a tavolino, in una vicenda consumata all’ombra dei giudici di pace di Barra e di Casema Garibaldi (non ci sono magistrati coinvolti) e che approdava a Malta per operazioni di riciclaggio. Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

Falsi incidenti stradali, 18 arresti

Sono diciotto gli avvocati finiti ai domiciliari al termine di indagini su false testimonianze e false denunce. Una inchiesta nata dall’azione coraggiosa di denuncia del consiglio dell’ordine degli avvocati; otto esponenti del consiglio dell’ordine hanno preso parte alle perquisizione.

Associazione per delinquere finalizzata alle truffe assicurative finalizzata ai falsi sinistri, interi studi legali coinvolti al termine del blitz Napoletano (ribadiamo – precisa Il Mattino – non c’è coinvolgimento dei giudici di pace).

Falsi testimoni

Migliaia sono le false procedure individuate, con costi sociali enormi sui premi assicurativi. Associazione per delinquere, riciclaggio che avveniva all’estero, attraverso società che avevano sede a Malta: una organizzazione che aveva sede all’estero e che era strutturata, ben altra cosa dal fenomeno oleografico raccontato dal film «Così parlò Bellavista». Ritrovati pc e supporti informatici che hanno ancora dentro elementi ritenuti utili alle indagini. Inchiesta coordinata dai pm Stefano Capuano, Alessandra Converso, Salvatore Prisco, sotto la guida del procuratore aggiunto Rosa Volpe, che hanno guidato il lavoro degli uomini della polizia municipale e dell’aliquota della guardia di finanza della Procura.

Dalle indagini è spuntato anche un tariffario: cento euro a testimonianza; 2.800 sinistri, 2.200 già iscritti al ruolo, secondo quanto è emerso da un anno di indagine; una truffa per milioni di euro.

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