L’Europa cancella l’ora legale, addio al cambio di lancette 2 volte l’anno

"La gente vuole farlo, quindi lo faremo", ha detto il presidente Jean-Claude Juncker in un'intervista al canale televisivo tedesco Zdf

La Commissione Europea, riunita in seminario a Genval, a sudovest di Bruxelles, “ha avuto una discussione politica” sul tema del regime orario nell’Ue, che dal 1996 prevede il passaggio dall’ora solare a quella legale l’ultima domenica di marzo e il passaggio inverso nell’ultima domenica di ottobre, e ha deciso di “sottoporre al Consiglio e al Parlamento Europeo una proposta che mira a cambiare gli attuali accordi sul cambiamento dell’ora. Una proposta verrà presentata a tempo debito”.

Lo ha detto il viceportavoce capo della Commissione Europea Alexander Winterstein, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. La competenza sulla decisione di quale fuso orario adottare è puramente nazionale: è oggi dei singoli Stati (tanto è vero che la Spagna adotta un fuso orario sfasato rispetto alla sua longitudine, in piena autonomia) e resterà dei singoli Stati anche domani. “E’ sempre stata e rimane una decisione sovrana che ricade nella competenza di ciascun Stato membro”, ha ricordato Winterstein. Il regime attualmente in vigore, con una direttiva Ue, mira solo a effettuare il cambio di orario in maniera coordinata tra i vari Paesi, per armonizzare la transizione dall’ora legale a quella solare e viceversa, minimizzando i contrattempi e gli intralci che comporta un cambiamento di orari non coordinato tra i singoli Stati, specie per il settore dei trasporti e per quello della logistica.

IL SONDAGGIO

La gente vuole farlo, quindi lo faremo“, ha detto il presidente Jean-Claude Juncker in un’intervista al canale televisivo tedesco Zdf. In un sondaggio online condotto fra luglio e agosto, la maggior parte dei 4,6 milioni di partecipanti si sono detti favorevoli ad eliminare la convenzione. La misura dovrà essere approvata successivamente dal Parlamento europeo e dai capi di Stato e di governo. Dal comunicato diffuso dalla Commissione Europea emerge che solo lo 0,04% della popolazione italiana ha partecipato alla consultazione on line lanciata sull’ora legale, che ha portato alla decisione politica, annunciata oggi, di proporre ai colegislatori, Parlamento Europeo e Consiglio, di abolire l’obbligo di passare dall’ora solare a quella legale in primavera e da quella legale a quella solare in autunno. Per contro, hanno preso parte alla consultazione on line ben il 3,79% della popolazione tedesca e il 2,94% di quella austriaca

La richiesta di abolire l’ora solare è sostenuta da una parte importante dell’opinione pubblica

Nella consultazione pubblica lanciata in estate dall’esecutivo comunitario, l’80% dei rispondenti si sarebbe espresso a favore di questa ipotesi. “Milioni di persone hanno risposto e credono che dovrebbe essere così – ha detto Juncker – La richiesta di abolire l’ora solare è sostenuta da una parte importante dell’opinione pubblica dei Paesi del Nord – spiega il presidente della Commissione – che denunciano i danni per la salute del cambio di ora. Tra i governi dell’Ue, Finlandia, Svezia e alcuni Stati membri dell’Est si sono espressi per l’abolizione, ma non è stata registrata una maggioranza a favore. A febbraio, l’Europarlamento aveva bocciato l’ipotesi di abolire il cambio semestrale dell’ora. L’ora legale è la convenzione di spostare avanti di un’ora le lancette degli orologi di uno Stato per sfruttare meglio l’irradiazione del sole durante il periodo estivo. Dal 2000 una direttiva comunitaria – quindi vincolante – obbliga gli Stati a introdurla fra il 25 e il 31 marzo di ogni anno e a rimuoverla fra il 25 e il 31 ottobre, per armonizzarne l’utilizzo in tutta la Ue.

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