Elezione di un cittadino extracomunitario al comune di Napoli: il confronto

Le commissioni Welfare e Qualità della Vita hanno svolto un approfondimento con le assessore competenti, Roberta Gaeta e Alessandra Sardu, sulla delibera già approvata per l’elezione in consiglio comunale di un cittadino extracomunitario

NAPOLI. La presidente della commissione Welfare, Maria Caniglia, ha evidenziato come, in precedenti incontri, siano emerse alcune perplessità dei commissari sui documenti oggi in discussione sottolineando che l’intento della commissione è quello di contribuire, mediante il confronto, alla migliore efficacia del progetto.

Le posizioni assunte dai membri del consiglio

Per il consigliere Moretto (Prima Napoli), la delibera per l’elezione di un cittadino extracomunitario in consiglio comunale solleva alcuni dubbi, perché l’elezione del consigliere aggiunto non è avvenuta contestualmente al rinnovo del consiglio comunale nella tornata del giugno 2016, e questo potrebbe configurare una violazione della legge vigente. Sulla bozza di delibera che prevede l’istituzione della consulta degli immigrati, Moretto, che ha apprezzato il fatto che la proposta sia sottoposta ad un confronto preventivo in commissione, ha sollevato tuttavia dubbi sulla compatibilità di questo organismo con quanto stabilito dalla legge regionale di riferimento (art. 5 delle L. 6/2010), che prevede, alternativamente, l’elezione del consigliere extracomunitario aggiunto e l’istituzione della consulta; anche il consigliere Palmieri (Napoli Popolare) ha chiesto chiarimenti sulle eventuali discordanze tra la delibera sul consigliere extracomunitario aggiunto e la normativa vigente.

L’assessora Sardu ha spiegato l’iter che ha portato all’approvazione della delibera n. 106 del 5 dicembre 2017, che modifica il regolamento del 2012 concernente la disciplina per l’elezione in consiglio comunale di un cittadino extracomunitario ai sensi dello statuto. La delibera risolve finalmente le criticità sostanziali che avevano impedito l’elezione del consigliere aggiunto nelle precedenti tornate elettorali e introduce alcune novità (liste redatte d’ufficio per gli aventi diritto, numero più contenuto di sottoscrittori delle liste, possibilità di sottoscrivere una sola candidatura, individuazione di più siti per consentire la votazione) e ha specificato che dopo le elezioni del 4 marzo si potrà procedere all’elezione del cittadino extracomunitario. Rispetto ai dubbi avanzati, l’assessora Sardu ha chiarito che la delibera ha ricevuto anche il parere positivo della segreteria generale ma che in ogni caso sarà possibile fare ulteriori approfondimenti, così come richiesto anche dal consigliere Buono (Verdi – Sfasteriati). Sardu ha infine confermato che non esiste incompatibilità tra la procedura statutaria che prevede l’elezione del consigliere extracomunitario in consiglio e l’istituzione della consulta degli immigrati. Anche l’assessora Gaeta si è espressa in questo senso, evidenziando, inoltre, che la consulta sarebbe un importante strumento per favorire il coinvolgimento di tutti gli stranieri residenti in città e, anzi, facilitare l’individuazione di un candidato rappresentativo di tutte le comunità in consiglio.

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