Crollo viadotto a Genova, il dramma delle famiglie non sia dimenticato

Delle 43 vittime della tragedia di Genova - il crollo del viadotto ponte Morandi - sei sono del territorio della provincia di Napoli

NAPOLI. Delle 43 vittime della tragedia di Genova – il crollo del viadotto ponte Morandi – sei sono del territorio della provincia di Napoli.

Sei vite spezzate, sei vite che nulla e nessuno potranno riportare indietro.

Crollo viadotto Genova, sei vittime del napoletano

I quattro ragazzi di Torre del Greco, Stella Boccia originaria di Somma Vesuviana e Gennaro Sarnataro, autotrasportatore di Casalnuovo di Napoli: ci sono loro tra le 43 vite portate via dal crollo del ponte Morandi.

I ragazzi di Torre del Greco

Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stazione: erano in vacanza e si stavano appunto recando a Nizza per trascorrere del tempo insieme.

Torre del Greco li ha ricordati venerdì 17 agosto e i familiari non hanno voluto i funerali di Stato: è partita, inoltre, a iniziativa delle famiglie di due di loro, una denuncia contro ignoti per la morte dei ragazzi.

Il sindaco Giovanni Palomba ha proclamato il lutto cittadino.

Casalnuovo di Napoli piange Gennaro Sarnataro

Nessun funerale di Stato anche per Gennaro Sarnataro, l’autotrasportatore che, di rientro dalla Francia, stava tornando a casa per trascorrere le ferie.

 

Anche a Casalnuovo di Napoli, in occasione dei funerali, è stato proclamato il lutto cittadino.

Stella Boccia, Somma Vesuviana piange la giovane

Era originaria di Somma Vesuviana e da tempo si era trasferita con la famiglia in provincia di Arezzo. Stella Boccia, 23 anni, come tanti giovani aveva tanti progetti, tutti purtroppo spezzati da quel maledetto crollo.

Il sindaco di Somma Vesuviana, in un messaggio su fb, ha espresso il proprio cordoglio e della comunità intera di Somma Vesuviana per la morte della ragazza, proclamando inoltre il lutto cittadino. È stata inoltre organizzata una messa in ricordo di tutte le vittime.

Polemiche inutili

Si sono sentite tante cose e se ne sono dette altrettante, spesso fuori luogo, spesso dettate dalla “concitazione” del momento. Tuttavia, la tragedia di Genova – questo è l’auspicio – dovrebbe servire da monito, affinché tali eventi non si verifichino più. E questo è compito delle classi dirigenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.