Chi c’è dietro i tweet e i post di Matteo Salvini

Uno staff, certamente. Tuttavia, c'è una figura abbastanza emblematica che spiega bene la strategia social che ha fruttato così tanto seguito a Salvini

Non c’è dubbio che Matteo Salvini, ministro dell’Interno e vice presidente del Consiglio, sia diventando (in maniera neanche tanto graduale) l’uomo più influente dell’esecutivo guidato, almeno in teoria, dal premier Giuseppe Conte.

La leadership di Salvini, com’è noto, parte da molto lontano. Forse dal momento in cui l’attuale titolare del Viminale ha preso in mano le redini della Lega (allora ancora Lega Nord) trasformandola man mano in un partito di portata nazionale, non più chiusa verso i “terroni” (con buona pace dei cori offensivi contro i napoletani, e non solo), ma chiusissima e aggressiva nei confronti della nuova minaccia per il benessere e la tranquillità di tutti gli italiani: i migranti.

La svolta della nuova Lega di Salvini, comunque, ha fatto breccia e il risultato del voto del 4 marzo alle politiche (ma anche quello di regionali e comunali) ne è la conferma.

La politica di Salvini sui social

Tuttavia, al di là delle svolte meramente politiche, c’è un altro aspetto che caratterizza l’operato di Matteo Salvini negli ultimi anni.

Oltre a sfruttare al massimo le “comparsate” televisive (che sono state davvero tante – come dimenticare le uscite pubbliche con le felpe delle varie città o regioni addosso?), Salvini è riuscito anche a utilizzare i social network come una vera e propria arma di propaganda.

Certo, non è stato l’unico. Il Movimento 5 Stelle, ad esempio, è nato sul web e sa meglio qualsiasi altro partito come fare buon uso di questo strumento (non sempre, in realtà). Matteo Renzi ci ha provato ma, nonostante i moltissimi #matteorisponde, i risultati non sono stati eccezionali, anzi. Forza Italia prova a stare al passo con i tempi, Giorgia Meloni si diverte a cambiare gli sfondi dei video che gira in cortili o giardini privati.

Nessuno, tuttavia, riesce a tenere il passo di Matteo Salvini la cui pagina Facebook è più seguita anche di quella di Donald Trump.

La strategia di Salvini sui social network è ormai nota ed è stata analizzata più o meno da tutti, o quasi (qui un interessante articolo a tal proposito). Semplicità di linguaggio, empatia, immedesimazione, commenti di notizie che possono suscitare rabbia o indignazione nei lettori/seguaci, il continuo ripetere di frasi fatte come “lo dico da papà, prima che da ministro”. Questo e tanto altro hanno reso i profili social di Matteo Salvini sempre più seguiti, da fan e anche da detrattori che, con i loro commenti, comunque contribuiscono a rendere sempre più visibili i post dell’attuale ministro dell’Interno.

Ma chi gestisce la strategia social del segretario leghista? Chi c’è dietro i tweet e i post di Matteo Salvini?

La strategia social di Matteo Salvini: Luca Morisi

Dietro i tweet e i post di Matteo Salvini c’è uno staff, questo è certo. Tuttavia, la domanda è diventata sempre più frequenta, come dimostra anche un recente intervento su Twitter del vignettista Gian Alfonso “Gipi” Pacinotti.

“Ogni volta che un Tweet di Salvini vi fa incazzare (o vomitare) ricordatevi che probabilmente viene da Luca Morisi o altri del suo staff. I meriti vanno riconosciuti”, ha scritto ironicamente l’artista sul social.

Chi è Luca Morisi, primo fan del Capitano Salvini

Luca Morisi si vanta da tempo, sui suoi profili, del lavoro che svolge per la comunicazione social di Matteo Salvini. Già nel 2014 un articolo de Il Giornale parlava dell’uomo (41 anni allora) che “ha creato il fenomeno Salvini”.

Digital philosopher. Social-megafono, mi occupo quasi 24×7 della comunicazione per il Capitano”, con questa breve biografia su Twitter, Luca Morisi ha portato quella che fu Lega Nord nel “futuro” digitale formalizzato dalla modifica del nome del partito e da una politica sempre più “salvinicentrica”.

Quotidianamente, e in maniera quasi ossessiva, Morisi pubblica tweet che riguardano il suo “Capitano”, commentando tutto ciò che accade nell’arco di una giornata, anche sui suoi profili.

Alcuni esempi:

E ancora:

Fino ad arrivare, secondo lui, nel futuro. Per questo motivo:

Certo, un solo uomo non può sostenere una macchina propagandistica così grande da solo. Nonostante sia ormai molto accentuato in lui il “culto del capo”, o meglio del Capitano. Eppure, se dietro Salvini c’è la sua mano anche in tweet come quello che segue, altro che “Avanti, Futuro!”.

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