Anm, proclamato sciopero di 4 ore: data e corse garantite

Sciopero Anm: tra mezzi fatiscenti e difficoltà in cui versa il personale durante le ore di lavoro, continua il braccio di ferro tra sindacati e amministrazione comunale.

NAPOLI. Sciopero di 4 ore dei mezzi Anm per venerdì 22 giugno, proclamato dalle sigle sindacali FAISA CISAL, UGL, USB, CONF.A.I.L., Or.SA.T.P.L. Durante la giornata, comunque, saranno garantita la seguente articolazione del servizio:

  • Personale Turnista e di esercizio: dalle ore 11,00 alle ore 15,00;
  • Personale Amministrativo ed Impianti fissi: ultime 4 ore della prestazione.

Anm, i motivi dello sciopero

La situazione dell’Anm è ormai abbastanza nota: tra mezzi fatiscenti e difficoltà in cui versa il personale durante le ore di lavoro, continua il braccio di ferro tra sindacati e amministrazione comunale.

“Ciò è dovuto – secondo quanto riferiscono i sindacati in un comunicato congiunto – al disinteresse totale dell’Amm./ne Comunale di Napoli (proprietaria dell’azienda) che, dopo aver posto l’ANM in Concordato Preventivo, si è creata l’alibi a non stanziare le risorse necessarie per rilanciare l’azienda e sfugge al confronto con le parti sociali”.

“A distanza di oltre un anno – spiegano – possiamo affermare che a tutt’oggi il piano lacrime e sangue di risanamento aziendale, che ha colpito solo i lavoratori non ha né eliminato sprechi, né risanato alcun debito. Non si possono continuare a chiedere sempre e solo sacrifici a chi è impegnato in prima linea, che ancora vantano emolumenti arretrati, se questi non vengono fatti prima dagli ormai noti superstipendiati e non si provvede ad eliminare le sacche dei tanti privilegi che ancora persistono”.

“L’azienda ha bisogno di iniezioni di risorse e di un concreto piano industriale per evitare che il sacrificio chiesto ai cittadini ed ai lavoratori – col piano di risanamento – non resti vano”, fanno sapere le sigle sindacali.

“Il potenziale fallimento lo deve pagare chi l’ha prodotto e non certo i lavoratori, attraverso l’aumento dei carichi di lavoro o la chiusura di alcuni impianti strategici come il Garittone, o i cittadini attraverso il taglio delle corse, la cancellazione di intere linee, a fronte di quotidiani disservizi, aumenti delle tariffe. Inoltre, con le imminenti gare, l’assegnazione del lotto 4 (TPL in ambito metropolitano) comporterà una ulteriore incognita occupazionale, attraverso la deportazione di 253 dipendenti ad altro operatore della mobilità, riducendo ulteriormente l’organico di ANM ed aprendo, di fatto, la porta ai privati”.

“Tutto questo rappresenta solo la punta dell’iceberg di una situazione che, nelle prossime settimane, potrebbe aggravarsi ulteriormente se gli organi del concordato dovessero esprimere parere negativo al piano di risanamento, la cui consegna è prevista entro il 4 luglio 2018 ed i cui contenuti non sono ancora a conoscenza delle parti sociali.
L’unità della categoria, mai come oggi, è vitale! Il destino del trasporto e il salvataggio dell’azienda è nelle mani degli operatori del settore, degli utenti e dei cittadini tutti. Siamo profondamente convinti che non esistano altre strade se non quella di fare pressione sulla proprietà e le altre istituzioni e costringerle, in tutti i modi, ad invertire la rotta rispetto alle politiche attuali fatte di tagli al servizio, aumenti tariffari e precarizzazione dei livelli occupazionali.

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